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Il caso / Castiglion Fiorentino

Castello di Mammi, dalla lettera anonima alla conferma del sequestro. La vicenda sul tavolo del pubblico ministero

Tra le contestazioni delle opposizioni quelle sul ruolo dell'assessore Lachi in veste di avvocato

Tutto il fascicolo è nel tavolo del pubblico ministero che dovrà valutare come procedere, se ci sono estremi per configurare un'ipotesi di reato, se chiedere rinvii a giudizio oppure no. La vicenda è quella relativa al Castello di Mammi nel comune di Castiglion Fiorentino che è stato posto sotto sequestro dopo opere portate avanti da privati in una proprietà che si trova all'interno delle mura della struttura medioevale. La cronaca inizia il 3 gennaio con l'operazione dei carabinieri della polizia giudiziaria in forza alla Procura di Arezzo che si sono mossi insieme ai colleghi del nucleo del patrimonio culturale di Firenze dopo aver ricevuto un esposto in forma anonima. 

Il blitz del 3 gennaio

Il sequestro è scattato in seguito a un’attività di indagine condotta dai militari aretini la cui attenzione "è stata richiamata da interventi eseguiti da privati in una proprietà recentemente acquisita, situata all’interno dei resti delle mura del castello medievale". 

Tra le ipotesi di reato ci sarebbero presunte irregolarità riguardanti violazioni ai vincoli paesaggistici, culturali e ambientali. Aspetti che restano ovviamente tutti da dimostrare come, tra gli altri, quello relativo all'interramento di rifiuti. Tra le questioni sollevate figurerebbero pure movimenti di terra e il rischio di danni alle antiche mura. Quattro le persone che sono risultate indagate, i tre proprietari che avevano acquisito la porzione del castello dall'istituto diocesano e il titolare dell'impresa esterna che stava lavorando nel cantiere.

La convalida del sequestro

Alcuni giorni dopo il giudice per le indagini preliminari Claudio Lara si è pronunciato convalidando il sequestro preventivo e urgente del terreno e della parte di immobile oggetto del blitz dei carabinieri. Liberato invece dal fermo il mini escavatore di proprietà della ditta esterna che stava compiendo i lavori. Il gip in sostanza ha riconosciuto corretto aver posto i sigilli per evitare che venissero continuati i lavori o che potessero essere prodotti eventuali danni. Al centro del caso restano quindi lo sbancamento di parte del terreno con l'interessamento delle antiche mura medioevali, il taglio della vegetazione e la verifica di alcuni aspetti riguardanti rifiuti che potrebbero aver subito interramento, tombamento e che secondo una delle foto riportate all'attenzione del sindaco Mario Agnelli affioravano da una grande buca semicoperta. 

Corriere di Arezzo dell'11 febbraio, nella foto il cumulo di rifiuti-2

Dalla cronaca alla politica

Il fatto ha avuto ripercussioni nel dibattito politico di Castiglion Fiorentino. Con un'interrogazione di Città al Centro si è aperto un lungo confronto all'interno del consiglio comunale del 25 gennaio scorso. In questa sede chiedendo chiarimenti e approfondimenti, e una risposta politica del sindaco, oltre che quella del tecnico già arrivata, Rossano Gallorini di Città al Centro spiegava di aver ricevuto una lettera anonima corredata di foto sotto la porta del suo ufficio. In quel frangente il sindaco Mario Agnelli ha risposto che prima del blitz al castello di Mammi che portò al sequestro, le autorità erano venute in Comune per sapere se ci fossero documenti depositati, permessi o autorizzazioni per il cantiere in essere. "È stato appurato che non era stato rilasciato alcun titolo edilizio, non c'era nessuna pratica dei proprietari dell'immobile oggetto dei lavori. Qui insiste sia un vincolo paesaggistico per beni architettonici tutelati e un vincolo boschivo. Qui c'è un problema oggettivo e la pubblica amministrazione ovviamente si basa sui fatti, non sulle lettere anonime. Il cantiere non è autorizzato, abbiamo dato piena collaborazione ai carabinieri, alla sovrintendenza. Adesso abbiamo deciso di dare un incarico a un ingegnere per valutare la portata dell'intervento e qualora ci fosse bisogno ci costituiremo parte civile, abbiamo allertato anche un legale necessario se ci fossero sviluppi."

Il ruolo dell'assessore Lachi

Un aspetto contestato in consiglio e nel dibattito proveniente dalle opposizioni a Castiglion Fiorentino è stato quello del ruolo dell'avvocato Massimiliano Lachi che nella giunta ricopre il ruolo di assessore alla cultura. Lachi ha ricevuto dagli acquirenti, 3 cittadini stranieri, la procura per firmare un preliminare di acquisto con l'Istituto Diocesano che avrebbe così venduto l'ex canonica di Mammi con i terreni limitrofi. Come previsto in beni culturali di questo tipo, prima di poter perfezionare l'atto di acquisto, la soprintendenza ha valutato e deciso di apporre un vincolo paesaggistico. Il passo successivo è stato quello di informare tutti gli enti interessati che avrebbero avuto diritto di prelazione nell'acquisto. L'amministrazione non ha voluto procedere "perché trattasi di ruderi seppur di origini medioevali, ma non poteva trattarsi di una spesa con carattere di interesse pubblico." Alla scadenza nessuno ha esercitato il diritto di prelazione e quindi sempre con procura, l'assessore avvocato ha proceduto a perfezionare l'acquisto per conto dei tre clienti. La data è quella del 17 ottobre 2023."

Nel corso del consiglio comunale del 25 gennaio Gallorini interviene chiedendo specifiche sulla questione dei rifiuti all'interno del cantiere e sul ruolo di Lachi. Gli viene contestato un possibile conflitto d'interesse.

"Un suo assessore è stato procuratore in una compravendita di un immobile e di un terreno finiti sotto sequestro. Premesso che non si tratta di un fatto illegittimo, ritiene il sindaco che questo comportamento sia opportuno?" Così chiede invece il Partito Democratico di Castiglion Fiorentino. "Quando nella stessa persona si sommano due ruoli: uno che tutela il pubblico, uno che tutela il privato è bene non confondere i ruoli. Se i danni verranno accertati sarà inevitabile che il comune si costituisca parte civile ma la storia non può finire, perché in ogni caso, danni o non danni, il fascicolo penale è aperto. Non ritiene il sindaco che sarebbe oltremodo sconveniente che un suo assessore difendesse, in qualità di avvocato, gli imputati di un procedimento in cui parte in causa è la pubblica amministrazione? "

"Non si può prevedere il futuro - dice il sindaco - se si dovesse palesare un danno per la collettività e quindi per il Comune allora se ne ragionerà, ma finora non c'è nulla di cui lamentarsi."

Il castello di Mammi

ll Castello di Mammi era sorto in una zona collinare che guarda verso la Valle di Chio, il suo ruolo era quello di proteggere l'abitato interno alle mura. Attualmente ci sono alcuni resti della cinta muraria e il piano inferiore dell'antica torre maggiore. Come riporta la pagina dedicata su Wikipedia "aveva una pianta circolare e la sua cinta misurava più di 250 metri. Il castello era disposto su tre diversi livelli di quota, detti Borgo di sopra, di mezzo e di sotto, dove erano disposte le varie abitazioni. La torre si ergeva all'interno di un cortile cinto da mura e antistante a una piazza vicino all'abitazione del castellano. Di forma quasi quadrata, si sviluppava su tre piani; tramite una scala in legno si accedeva alla vetta dove i soldati potevano controllare tutta la valle sottostante. Intorno alla metà del Cinquecento il castello perse le sue funzioni e presto andò in rovina, ma la villa rimase sempre abitata. All'interno del castello vi era una chiesa privata, dedicata a San Pietro Apostolo. All'esterno, dapprima intonacato, in tempi alquanto recenti è stata restituita la bellezza originaria in pietra toscana. L'interno è costituito da un'unica navata con due altari laterali e l'altare maggiore in fondo, sormontato da un polittico raffigurante al centro la Madonna e ai due lati i santi Pietro e Paolo."

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