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Accoltellamento ai giardini del Porcinai, il Pd attacca: "Doppiopesismo del centrodestra"

Sull'episodio di cronaca aretina interviene anche il sindaco di Firenze: "Sicurezza tema trasversale, sindaci impotenti". Torselli (Fratelli d'Italia): "Ma voi non mantenete le promesse"

L'accoltellamento di un uomo ai giardini del Porcinai, avvenuto domenica 7 aprile ad Arezzo, infiamma il dibattito politico.

Federico Gianassi, parlamentare del Pd, attacca il centrodestra: "Un mese fa c’è stato un omicidio nella zona della stazione di Santa Maria Novella a Firenze. La destra si sollevò subito contro l’amministrazione comunale di centrosinistra, che da mesi inascoltata chiedeva più agenti al governo. Ora, dopo questo gravissimo episodio ad Arezzo attaccheranno l’amministrazione comunale? No, non lo faranno. Staranno zitti perché sindaco e giunta sono di destra. È un doppiopesismo insopportabile perché per gli stessi fatti se il sindaco è di centrosinistra attaccano, se è di destra stanno zitti. La verità è che sulla sicurezza la destra ha fallito: avevano promesso che al Governo del Paese avrebbero risolto i problemi e invece lasciano soli sindaci e cittadini. Manca una strategia complessiva, mancano gli agenti. Siamo pieni solo di slogan e chiacchiere ma i fatti stanno a zero. Nel frattempo la mia interrogazione al ministro dell’interno Piantedosi sugli agenti che mancano a Firenze e che chiediamo a gran voce da tempo, giace ancora senza risposta".

A stretto giro di posta la replica di Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio regionale toscano e candidato alle elezioni europee.

"Caro onorevole Gianassi lo sai perché non abbiamo commentato prima i drammatici fatti avvenuti ai giardini Porcinai di Arezzo? Perché eravamo impegnati a contare le centinaia di furti, rapine ed aggressioni che si sono verificate nella città che hai governato per 8 anni e dove, proprio ieri, un’altra ragazza è stata aggredita alle Cascine e dove ci sono stati gli ennesimi arresti per spaccio tra Campo Marte e le Cascine. Eravamo anche impegnati a leggere l’ultimo rapporto Irpet, che dice che a Firenze il tasso di delittuosità (numero di reati segnalati ogni 100mila residenti) è al 7,413 mentre ad Arezzo si attesta al 3,907 e le città sono collocate rispettivamente al 19esimo e al 62esimo posto nella relativa classifica annuale dell’Istat. Quanto avvenuto ad Arezzo è indubbiamente preoccupante ma l’amministrazione comunale si sta muovendo in tutt’altro senso rispetto a Firenze. Il Comune ha già presentato un progetto di recupero dei giardini Porcinai e sta prevedendo un rafforzamento delle pattuglie dei vigili urbani proprio in quella zona: il centrodestra è consapevole che lavorando sul decoro urbano, si ruba spazio alla criminalità. A Firenze, invece, stiamo ancora aspettando che le Cascine si trasformino nel Central Park fiorentino come promesso dall’amministrazione Renzi - quando Gianassi era presidente di Quartiere - e poi da quella Nardella - quando era assessore proprio al decoro ed alla polizia municipale. Senza contare che a Firenze si mandano più di dieci vigili urbani per fermare un pericoloso artista di strada anziché per presidiare il territorio”.

L'ultimo intervento sul tema, almeno per adesso, è del sindaco di Firenze Dario Nardella.

"L’accoltellamento nella zona della stazione ad Arezzo di ieri è un fatto gravissimo e allarmante, simile a quanto accaduto un mese fa a Firenze nella zona della stazione e a quanto avvenuto a gennaio a Pisa sempre nei pressi della stazione dove un uomo di 25 anni è stato accoltellato e ucciso. I sindaci sono impotenti di fronte a problemi di ordine pubblico di questa rilevanza perché non comandano né la Polizia, né i Carabinieri, né l’Esercito. Mi auguro che il governo di destra finalmente capisca dopo questo ennesimo fatto che il tema della sicurezza riguarda tutte le città e soprattutto le aree della stazione a prescindere da chi le governa visto che Arezzo e Pisa hanno dei sindaci della loro parte politica. Oppure continuiamo a prendere in giro i cittadini su un tema che non dovrebbe avere colore politico come la sicurezza? Il governo ha capito che non c’è un caso Firenze e che i fatti di Arezzo e Pisa sono altrettanto preoccupanti perché del tutto simili? La verità è che quanto successo ad Arezzo è gravissimo e dimostra che la sicurezza è un tema trasversale che riguarda tutte le città e chiama in causa lo Stato e il governo. Cosa dirà la maggioranza consiliare ad Arezzo? Che questo episodio è colpa del sindaco o che deve intervenire il ministro Piantedosi? La vicenda di Arezzo dimostra che le bugie hanno le gambe corte e che le chiacchiere stanno a zero. Aspettiamo che il Ministro degli Interni garantisca più uomini e più strumenti a presidio delle città, ad Arezzo come a Firenze o Pisa. Rilancio la proposta di un nuovo patto per la sicurezza con il Ministro come ho fatto più di un mese fa, patto che potrebbe essere esteso anche agli altri due capoluoghi di provincia. Smettiamo di fare campagna elettorale sulla pelle dei cittadini e impegniamoci tutti a trovare soluzioni più efficaci perché il diritto alla Sicurezza è un diritto di tutti e riguarda soprattutto i cittadini più deboli e indifesi”.

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