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Economia

Export: il 2023 di Arezzo chiude con -4,4%. I dati Istat

Le esportazioni della provincia di Arezzo nel 2023 secondo quanto censito da Istat sarebbero in calo rispetto all'anno precedente. Ecco la fotografia della Camera di Commercio

Cala del 4,4 per cento la percentuale di fatturato generato dall'export in provincia di Arezzo. A dirlo sono i dati provvisori pubblicati dall’Istat, rielaborati dalla Camera di Commercio di Arezzo e Siena, e riguardanti il 2023. Nell'anno scorso il complessivo delle esportazioni ha registrato incassi per oltre 10 miliardi e 740 milioni di euro mentre nel 2022 il conto era di 11 milioni e 230mila euro.

Esportazioni delle province toscane, dati annuali espressi in euro

“Con la diffusione dei dati relativi al quarto trimestre dello scorso anno che evidenziano, per la provincia di Arezzo, un valore dei flussi verso l’estero pari a 3 miliardi e 380 milioni di euro - commenta Massimo Guasconi presidente della Camera di Commercio di Arezzo Siena e di Unioncamere Toscana – è possibile avere il quadro definitivo dell’export aretino per l’intero 2023. Dal confronto con il 2022 emerge che l’export aretino complessivamente diminuisce del 4,4%, in contro tendenza rispetto all’andamento medio regionale (+5,6%). Nel corso dell’anno, dopo due trimestri caratterizzati dal segno positivo, nel terzo si è registrata una brusca battuta di arresto (-8,1%) che ha trovato conferma anche nell’ultimo quarto dell’anno (-12,7%). Arezzo si conferma comunque la seconda provincia della Toscana per fatturato proveniente da attività di export che rappresenta il 18,7% del totale regionale, preceduto solo da quelle della provincia di Firenze (35,5%). Allargando l’ambito territoriale, se sommiamo ai 10,7 miliardi di euro i 5,3 miliardi di Siena, possiamo affermare che le esportazioni complessive delle imprese iscritte alla nostra Camera di Commercio contribuiscono con il 28% al totale export della Toscana. La principale voce dell'export provinciale, i metalli preziosi, è sicuramente una delle componenti che più hanno determinato il rallentamento complessivo: dopo il terzo trimestre, in cui si era già registrato un -13,6%, nel quarto trimestre si è aggiunto un ulteriore -36,3% che ha portato il consuntivo annuale a -16,7% e a un contro valore di poco più di 4 miliardi di euro, nonostante che il prezzo dell'oro quotato in euro nello stesso periodo sia cresciuto del 4,9%. La seconda voce, quella della gioielleria e oreficeria conferma i positivi segnali emersi nel corso dell’anno: nel quarto trimestre cresce del +23,6% rispetto allo stesso periodo del 2022 portando il consuntivo di fine anno a circa 3,5 miliardi, in aumento del 9,4% sul 2022. In questo caso il prezzo dell’oro ha un peso non determinante per il risultato finale e, al contrario, potrebbe aver rappresentato un possibile freno alle vendite a causa dei prezzi collocati sui massimi storici. Anche gli altri due distretti orafi nazionali mostrano segnali positivi, anche se inferiori a quelli aretini: Valenza mette a segno un +8,7% mentre Vicenza si ferma a +1,7%. Più brillante il risultato nazionale (+10,6%) sotto la spinta degli incrementi delle province di Milano (+66,6%) e Firenze (+23,6%): in particolare il polo milanese, sulla base dei dati attuali, è diventato il terzo polo nazionale, sopravanzando, seppur di poco, il volume delle esportazioni della provincia di Alessandria. Passando a una valutazione più complessiva sull’andamento dell’export nazionale per il 2023 si evidenzia una situazione con dinamiche territoriali e settoriali molto differenziate con un valore complessivo che è stazionario rispetto all’anno precedente. Pesano quindi ancora sullo stato di salute del commercio internazionale le situazioni di crisi che stanno interessando molte aree del mondo e che non mostrano riduzioni di intensità. Se a ciò aggiungiamo il persistere della pressione inflazionistica, le previsioni per il 2024 non possono che essere improntate a estrema cautela".

Esportazioni delle province toscane, dati annuali espressi in euro

Esportazioni provincia di Arezzo – Anno 2023 (valori espressi in euro)

“Per quanto concerne i mercati di destinazione della gioielleria aretina - commenta il segretario generale della Camera di Commercio Marco Randellini – la Turchia strappa agli Emirati Arabi Uniti il primato con 761 milioni di euro e un +109% e si conferma come hub commerciale strategico per l’area medio orientale e le repubbliche centroasiatiche. Gli Emirati Arabi Uniti accusano una lieve contrazione -6,1% con 685 milioni di euro mentre è In crescita il terzo mercato di riferimento, gli Stati Uniti che, con 471 milioni di euro e un +17,8% si posizionano davanti ad Hong Kong che fa registrare un +20% per un controvalore di 236 milioni di auro. Passando alla Moda, altro comparto strategico per il nostro export, nel quarto trimestre il macro-settore si attesta sostanzialmente sugli stessi livelli del periodo ottobre-dicembre 2022. Il 2023 si chiude così con un controvalore di quasi 700 milioni di euro in valore assoluto e a +6,3% in termini relativi. Si tratta peraltro di un dato positivo in controtendenza rispetto all’andamento regionale che ha chiuso l’anno con una flessione del -8,7% e un significativo aumento delle richieste di attivazione della cassa integrazione. Il comparto provinciale mette però in evidenza un andamento tutt’altro che uniforme: la stazionarietà dell’ultimo quarto dell’anno è il risultato di una parte del settore, tessile (+10,9%), abbigliamento (+7,5%) e calzature (+2,8%) che continuano a crescere, mentre per la pelletteria emergono importanti segnali di rallentamento (-15,5%). Il dato di consuntivo 2023 resta comunque positivo per tutte le specializzazioni: tessile +1,4%, abbigliamento +6,9%, pelletteria +1,8% e calzature +12,5%. Se si eccettua il tessile dove i mercati di destinazione sono soprattutto quelli dei paesi di produzione come ad esempio la Romania e la Tunisia, negli altri tre settori si confermano Francia e Germania ai vertici della classifica dei mercati più importanti".

Fra le altre tipologie merceologiche, gran parte dei settori risulta in crescita: fra le più importanti in termini di valore troviamo le apparecchiature elettriche (603 milioni di euro, +0,6%), elettronica (256 milioni di euro, +18,8%), macchinari (234 milioni di euro, +22,2%) e prodotti alimentari (163 milioni di euro, +5,9%). In flessione, oltre ai metalli preziosi, prodotti chimici (178 milioni di euro, -36,1%), bevande (105 milioni di euro, -8,3%), (-23%) e autoveicoli e altri mezzi di trasporto (64 milioni di euro, -18,9%).

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