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Cronaca Cavriglia

Addio a Roberto Cavalli, lo stilista che perse il padre nell'eccidio di Cavriglia

Il mondo della moda piange per la scomparsa dell'amatissimo designer e fondatore dell'omonima casa di creazioni pret-a-porter. In provincia di Arezzo era tornato nel 2012 per rendere omaggio alla memoria del padre ucciso dai nazisti

Il più piccolo dei suoi sei figli, di appena un anno, porta il nome del padre. Giorgio, come il nonno ucciso a Castelnuovo dei Sabbioni durante il feroce rastrellamento delle truppe naziste che nell'estate del 1944, nel solo comune di Cavriglia, massacrarono 192 civili.

Il legame con la provincia di Arezzo per Roberto Cavalli, celebre stilista morto nella sua casa fiorentina a 83 anni il 12 aprile scorso, ha sempre rappresentato una ferita profonda. Qui, quando aveva quattro anni, perse il padre che lavorava come geometra nelle miniere di Castelnuovo. All'epoca abitava ai Villini, frazione che si trova in prossimità degli impianti di escavazione. Il suo nome da 80 anni viene ricordato insieme a quelle delle altre persone che tra il 4 le l’11 luglio 1944 furono uccise in una serie di rastrellamenti compiuti per mano dell'unità Hermann Goering della Wehrmacht.

Nel 2012 Roberto Cavalli insieme a tutta la famiglia prese parte alla cerimonia che ricordava le vittime dell'eccidio di Cavriali. "Era molto caldo - ricorda l'ex sindaco Enzo Brogi su Facebook - rimase in piedi per tutta la messa e i discorsi celebrativi. Alla fine volle mettere dei fiori alla lapide con i nomi dei caduti, piangeva. Sensibile, esuberante, creativo, lo ricorderemo".

I funerali si terranno lunedì 15 aprile alle 11, nella basilica di San Miniato al Monte a Firenze.

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