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Controllo fumi della caldaia: quando farlo e perché. Le multe ad Arezzo

Cosa fare per avere l'impianto in ordine e non rischiare alcuna multa. Tutte le informazioni utili

Come ogni elettrodomestico, anche la caldaia la bisogno di manutenzione e di controlli periodici. Tra le attività necessarie e obbligatorie da svolgere c'è quella che riguarda il controllo dei fumi. Generando calore mediante combustione, per ragioni di sicurezza oltre che di efficienza, un tecnico specializzato deve sottoporre a verifica l'apparecchio in modo da accertare che il rendimento, concentrazione di ossido di carbonio (CO) e indice di fumosità rientrino nei valori indicati dalla normativa.

Quando va fatto il controllo

Il controllo dei fumi della caldaia è obbligatorio. La legge stabilisce di effettuarlo in base a tempistiche specifiche e, il mancato adempimento di quest’obbligo, comporta sanzioni dall’entità variabile.
La verifica dei fumi va fatta ogni 2 anni per impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza inferiore o uguale a 100kw; annualmente per impianto termico a combustibili liquidi o solidi, se la potenza è superiore ai 100kw; ogni 4 anni per caldaie a gas metano o GPL fino a 100kw; a cadenza biennale per caldaia a gas, che supera i 100kw.

Controllo fumi e manutenzione: cosa cambia

Entrambi sono interventi obbligatori e, come detto, hanno tempistiche diverse. Sono infatti le indicazioni tecniche della casa produttrice a stabilire ogni quanto effettuare la manutenzione. Il controllo dei fumi viene stabilito per legge e la sua periodicità varia in base al tipo di caldaia. Il controllo fumi della caldaia è un intervento ineluttabile, che, oltre a rassicurarti sull’efficienza del tuo impianto di riscaldamento, garantisce la tua regolarità nei confronti della legge. L'intervento di manutenzione ordinaria prevede che un tecnico specializzato si rechi presso le varie abitazioni per occuparsi della verifica della buona operatività della caldaia e rilascerà il bollino blu, quando previsto.

Le sanzioni

La mancata revisione della caldaia prevede delle sanzioni imposte dalla legge a carico del proprietario dell’immobile oppure dell’amministratore di condominio quando si tratta di impianti centralizzati. Il responsabile della caldaia può incorrere nel pagamento di una multa da 500 a 3.000 euro, come stabilito dall’articolo 15 del D.Lgs. 192/2005.
Inoltre, se il responsabile dell’impianto non fornisce un documento tecnico della caldaia aggiornato unitamente al libretto dell’impianto dove sono riportati gli interventi di manutenzione effettuati, è prevista un’ulteriore sanzione amministrativa che andrà da 500 a 600 euro.​ Per il mancato rinnovo del bollino blu si può incorrere in una multa dai 500 ai 3.000 euro. Inoltre verranno addebitati gli oneri per effettuare la manutenzione mancata, che comporta una ulteriore spesa che va dai 50 ai 200 euro.

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